Mostra “Just in Case #2” a Verona è un’esposizione fotografica dedicata al tema della perdita, dello sradicamento e della memoria, attraverso il lavoro dell’artista e fotografo palestinese Taysir Batniji. L’iniziativa è proposta dall’Associazione Culturale “Il Mondo di Irene” e si inserisce nel filone delle attività che valorizzano la fotografia e l’arte contemporanea nel centro storico, trasformando uno spazio di visita in un luogo di ascolto e riflessione.
La mostra è ospitata nell’Aula didattica del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri, in area museale e archeologica: per questo motivo l’accesso è regolato con attenzione, anche in base alla capienza. Il percorso espositivo, pensato per essere visitato con tempi distesi, permette di avvicinarsi alle immagini e al racconto che le accompagna. Il titolo “Just in Case” richiama l’idea di tenere con sé l’essenziale “per sicurezza”, una pratica dolorosa di chi è costretto a lasciare la propria casa e la propria terra.
Il calendario di apertura prevede una frequenza quotidiana fino al termine dell’allestimento: le sale osservano un orario continuativo dalle 10:00 alle 17:00, con chiusura anticipata alle 16:00 nel giorno di lunedì. È presente anche una gestione degli accessi che include un limite numerico di persone contemporaneamente ammesse, per garantire sia la fruizione sia il rispetto delle condizioni dello spazio.
Per chi vuole partecipare, l’indicazione principale è quella di arrivare con un certo anticipo sull’orario di chiusura, così da poter visitare con calma. L’ingresso è libero, rendendo la mostra accessibile a un pubblico ampio: studenti, appassionati di fotografia e chi cerca un appuntamento culturale capace di generare un dialogo. Inquadrare questa esposizione significa anche entrare nel contesto di un progetto più ampio legato alla memoria e alla pace, in una città come Verona che, in quei giorni di novembre, accoglie iniziative culturali con una forte componente civile e di sensibilizzazione.
La mostra è ospitata nell’Aula didattica del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri, in area museale e archeologica: per questo motivo l’accesso è regolato con attenzione, anche in base alla capienza. Il percorso espositivo, pensato per essere visitato con tempi distesi, permette di avvicinarsi alle immagini e al racconto che le accompagna. Il titolo “Just in Case” richiama l’idea di tenere con sé l’essenziale “per sicurezza”, una pratica dolorosa di chi è costretto a lasciare la propria casa e la propria terra.
Il calendario di apertura prevede una frequenza quotidiana fino al termine dell’allestimento: le sale osservano un orario continuativo dalle 10:00 alle 17:00, con chiusura anticipata alle 16:00 nel giorno di lunedì. È presente anche una gestione degli accessi che include un limite numerico di persone contemporaneamente ammesse, per garantire sia la fruizione sia il rispetto delle condizioni dello spazio.
Per chi vuole partecipare, l’indicazione principale è quella di arrivare con un certo anticipo sull’orario di chiusura, così da poter visitare con calma. L’ingresso è libero, rendendo la mostra accessibile a un pubblico ampio: studenti, appassionati di fotografia e chi cerca un appuntamento culturale capace di generare un dialogo. Inquadrare questa esposizione significa anche entrare nel contesto di un progetto più ampio legato alla memoria e alla pace, in una città come Verona che, in quei giorni di novembre, accoglie iniziative culturali con una forte componente civile e di sensibilizzazione.
Locandina ufficiale

Fonte: assets.zyrosite.com
Fonti
- Mostra “Just in Case #2” a Verona · Piazza in Festaveneto.piazzainfesta.it
- Just in case #2 | Il Mondo di Ireneilmondodiirene.org
- Ufficio Stampa | Comune di Verona (archivio)archive.comune.verona.it
Informazioni verificate sulle pagine indicate: date e programma possono subire variazioni, controlla sempre il sito dell'organizzatore.
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