Evento passato. Questa edizione si è già svolta il 1 nov 2026. Se l'evento si ripete, pubblicheremo la prossima edizione appena confermata.
La spirale del tempo + Cronaca - Noi, che restiamo, a Bergamo (BG), è un doppio appuntamento all’interno del Funesto Festival dedicato alle storie di chi resta e ai linguaggi con cui il lutto attraversa la vita quotidiana. Nella stessa serata si intrecciano musica e lettura, per costruire un percorso emotivo fatto di ascolto, memoria e risonanza: un modo per avvicinarsi a temi difficili senza appiattirli, lasciando che le parole e il suono lavorino insieme.
“La spirale del tempo” apre la serata con un momento musicale pensato come un unico flusso rituale. Il programma è descritto come una successione continua di stati interiori: dal silenzio meditativo alla spinta della storia, dalla contemplazione della natura fino a un’energia quasi “incandescente”, per poi spegnersi di nuovo dove tutto ha avuto inizio. L’esecuzione è affidata al pianoforte di Ernesto Maria Moretti, e l’interpretazione è presentata come un passaggio continuo tra trasformazioni dell’anima, con il silenzio non come vuoto, ma come grembo da cui nascono le note.
A seguire, “Cronaca” porta l’attenzione su un testo che nasce dall’esperienza personale: un poemetto in cui Ambrogio Previtali ricorda, ripete e rielabora la morte del padre attraverso il racconto delle visite in ospedale, fino all’ultima, la più tragica. La lettura mette a fuoco un’idea centrale: tra chi resta e chi è andato via non esiste una mappa semplice, né una “cura” immediata; piuttosto c’è un sentiero faticoso fatto di sofferenza, dolore ed esperienza. In questo passaggio, le immagini delle situazioni concrete convivono con la profondità più complessa e sfaccettata degli abissi interiori.
La costruzione della serata prevede una voce narrante (Diego Bonifaccio) e un intervento musicale (Vito Panza), così da far emergere il tema del silenzio come elemento attivo: le parole cercano di comprenderlo, sapendo che sarà il silenzio a prevalere. Per il pubblico è un’occasione per ascoltare un dialogo tra scrittura e musica, in cui la memoria non è solo racconto del passato, ma strumento per attraversare il presente e ritrovare un ritmo possibile anche quando manca l’orizzonte.
Se cerchi un’esperienza culturale intensa e raccolta, adatta a chi vuole fermarsi ad ascoltare con attenzione, questo evento rappresenta un punto di incontro tra arte e lutto, tra intimità e comunità, dentro le giornate del Funesto Festival. Ingresso libero, secondo le indicazioni della manifestazione.
“La spirale del tempo” apre la serata con un momento musicale pensato come un unico flusso rituale. Il programma è descritto come una successione continua di stati interiori: dal silenzio meditativo alla spinta della storia, dalla contemplazione della natura fino a un’energia quasi “incandescente”, per poi spegnersi di nuovo dove tutto ha avuto inizio. L’esecuzione è affidata al pianoforte di Ernesto Maria Moretti, e l’interpretazione è presentata come un passaggio continuo tra trasformazioni dell’anima, con il silenzio non come vuoto, ma come grembo da cui nascono le note.
A seguire, “Cronaca” porta l’attenzione su un testo che nasce dall’esperienza personale: un poemetto in cui Ambrogio Previtali ricorda, ripete e rielabora la morte del padre attraverso il racconto delle visite in ospedale, fino all’ultima, la più tragica. La lettura mette a fuoco un’idea centrale: tra chi resta e chi è andato via non esiste una mappa semplice, né una “cura” immediata; piuttosto c’è un sentiero faticoso fatto di sofferenza, dolore ed esperienza. In questo passaggio, le immagini delle situazioni concrete convivono con la profondità più complessa e sfaccettata degli abissi interiori.
La costruzione della serata prevede una voce narrante (Diego Bonifaccio) e un intervento musicale (Vito Panza), così da far emergere il tema del silenzio come elemento attivo: le parole cercano di comprenderlo, sapendo che sarà il silenzio a prevalere. Per il pubblico è un’occasione per ascoltare un dialogo tra scrittura e musica, in cui la memoria non è solo racconto del passato, ma strumento per attraversare il presente e ritrovare un ritmo possibile anche quando manca l’orizzonte.
Se cerchi un’esperienza culturale intensa e raccolta, adatta a chi vuole fermarsi ad ascoltare con attenzione, questo evento rappresenta un punto di incontro tra arte e lutto, tra intimità e comunità, dentro le giornate del Funesto Festival. Ingresso libero, secondo le indicazioni della manifestazione.
Fonti
- Programma 2026 — Funesto Festival | 19 appuntamenti a Bergamofunesto.sguazzi.org
- Funesto Festival 2026 — il nostro modo di restare | Bergamofunesto.sguazzi.org
Informazioni verificate sulle pagine indicate: date e programma possono subire variazioni, controlla sempre il sito dell'organizzatore.
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